✍️ @nicktixidj
Nei miei tragitti della notte, tra una serata e l’altra, osservo le persone. La consolle, in fondo, è un piccolo obiettivo sul mondo.
C’è chi entra in un locale con il sorriso largo, pronto a ballare via i pensieri.
C’è chi quel sorriso ce l’ha, ma è fragile, appeso a un filo di tristezza.
C’è chi ci prova, con un outfit studiato, con un drink in mano, con la speranza che succeda qualcosa.
Lungi da me giudizi e commenti. Ognuno ha la sua verità sulla pelle.
Ma poi ci sono anche gli altri. Gli esclusi.
Quelli che non vanno nei locali, che non hanno il ristorante del sabato, che non si vestono “bene” perché è weekend, che a malapena hanno un profilo social
Li vedi per strada, negli angoli che nessuno riprende.
Come quella donna con la pelle stanca, che sembrava uscita da una vita di pulizie, con una busta del discount nella mano. Aspettava un pullman che chissà se sarebbe arrivato, vicino a un locale che ribolliva di gente e musica.
Come quell’uomo seduto solo su una panchina che fissa lo schermo del telefono come se potesse raccontargli qualcosa.
O quei due amici vestiti con la prima maglia sdrucita che camminano lenti sul lungomare, senza fretta di arrivare, ma con qualcosa da dirsi.
C’è quell’uomo indivisa che pare abbia finito un turno e aspetta solo che scatti il verde al semaforo.
La notte non è solo sorrisi, drink e luci.
È anche mille storie che non fanno rumore, che non escono sui social, che nessuno filma. Chissà cosa sentono, se son felici cosí oppure vorrebbero entrare nella scatola magica.
Storie bellissime, senza foto in posa, senza trucco e filtri.
(Da www.tixi.it)







