Cagliari torna a respirare sperimentazione con Polline – Festival di Arti Multimediali, giunto alla sua nona edizione. L’appuntamento è per giovedì 18 settembre, dalle 18, sulla terrazza del Ghetto, in una cornice che unisce la vista sulla città con i suoni del futuro.
Polline nasce dall’incontro tra TiConZero e il Conservatorio di Cagliari, ed è uno spazio dove musicisti, compositori e artisti visivi condividono nuove visioni. Una serata in cui il confine tra musica, elettronica e linguaggi digitali si scioglie, dando vita a performance immersive, spesso inedite.
Ad aprire la rassegna sarà Francesco Perissi con X6 – Hexaphonic Augmented Guitar, progetto che reinventa la chitarra elettrica in sei canali, trasformandola in un “iper-strumento” capace di dialogare con algoritmi, voci e campioni sonori. Subito dopo toccherà a Walter Prati, nome di riferimento internazionale, con Soni Admirabiles: un viaggio tra voce, elettronica e testi che si fanno via via più chiari, in un equilibrio tra stupore e inquietudine.
Lo spazio si farà più intimo con la voce e la loopstation di Marta Loddo, mentre l’ospite speciale sarà Rosario Di Rosa, compositore siciliano selezionato di recente per l’Ars Electronica di Linz, una delle vetrine mondiali della musica contemporanea.
Polline 2025 è anche il luogo per scoprire i giovani del Conservatorio: l’Entretiens Ensemble porterà Ravel in chiave multimediale e proporrà brani originali di studenti e docenti, mentre il compositore Elia Aresu chiuderà la serata con un lavoro acusmatico che riflette sul bombardamento sensoriale della società contemporanea.
L’ingresso è gratuito, e chi c’è stato lo sa: Polline è uno di quegli eventi che raccontano il lato meno prevedibile di Cagliari, dove il centro storico diventa teatro di suoni, sperimentazioni e incontri







