Ci sono storie che nascono lontano dai grandi centri decisionali, crescono in silenzio e poi, trovano la loro strada. Questa è una di quelle storie. Una storia che parte dalla Sardegna, dalla passione ostinata per la musica e dalla capacità tutta isolana di trasformare l’intuizione in visione.
Tutto comincia nell’autunno del 2024. Fabio Medda, autore e ideatore del progetto, scrive un testo per una celebrazione radiofonica dei cinquant’anni di uno dei concerti più leggendari della storia della musica: il Köln Concert di Keith Jarrett, registrato il 24 gennaio 1975. Un capolavoro nato per caso, tra difficoltà tecniche, stanchezza fisica e una serie di eventi che avrebbero potuto far saltare tutto pochi minuti prima dell’inizio.

Poi accade qualcosa. Un incontro fortuito, come spesso succede. Su YouTube appare un video: Paolo Fresu suona Jarrett, accompagnato al pianoforte da Flavio Manzoni. Chief Design Officer della Ferrari, è l’uomo che ha disegnato auto come la Purosangue e la Daytona. In quel caso ha un’altra identità: quella del musicista, dell’appassionato profondo, dell’uomo che dialoga con Jarrett attraverso i tasti di un pianoforte.
Nasce l’idea, definita dallo stesso Medda “folle”: trasformare una celebrazione radiofonica in un evento teatrale. Contattare Manzoni, puntando non solo sulla comune passione per Jarrett, ma su un legame ancora più profondo: la sardità. Flavio Manzoni è nato a Nuoro. La Sardegna, ancora una volta, diventa chiave di accesso, terreno comune, linguaggio condiviso.

La risposta arriva dopo pochi giorni. Entusiasta. Nonostante un’agenda fittissima, Manzoni dà immediatamente la sua disponibilità per la data scelta: 25 gennaio 2025. Da lì parte un lavoro intenso sulla scaletta, sui testi, sulla costruzione di un racconto che non fosse solo musicale, ma umano.
Superate le difficoltà organizzative – anche grazie al contributo di Gianluca Medas – lo spettacolo va in scena al Teatro Carmen Melis di Cagliari. Il risultato è un sold out clamoroso. Sul palco, al pianoforte, Flavio Manzoni e il fratello Cristiano Manzoni, pianista e docente a Firenze. A dare voce alla narrazione ci sono Fabio Medda, Gianni Agnesa, Dandy Massa, Azzurra Parisi, Gianfranco Fancello e Simonetta Selloni. La Sardegna racconta Jarrett, e lo fa con uno sguardo che va oltre la musica, scavando nei risvolti umani, nelle fragilità, nella casualità che diventa destino.
Quella serata non resta un episodio isolato. Pochi giorni dopo arriva una richiesta inattesa: il sindaco di Maranello chiede di replicare l’evento nella città simbolo della Ferrari. Trovato uno spazio libero nell’agenda di Manzoni, viene fissata una nuova data: 22 novembre. Questa volta il palcoscenico è l’Auditorium Enzo Ferrari, gremito anche lì.
Nel frattempo, i riconoscimenti arrivano da figure della storia del cinema, della musica e della cultura internazionale: Pupi Avati, Paolo Fresu, Gino Castaldo, Maurizio Biancani di Fonoprint, Manfred Eicher (storico manager di Keith Jarrett), Vera Brandes, la giovanissima organizzatrice del concerto di Colonia, e persino Patrick Head, manager della Williams in Formula 1, presente alla serata di Cagliari.
“Köln Concert Tribute – Storia di un capolavoro casuale” è il racconto di come un’idea nata in Sardegna possa viaggiare, attraversare teatri, città, confini, senza perdere la propria identità. È la dimostrazione che l’isola non è periferia, ma luogo generativo, capace di mettere in dialogo musica, narrazione, memoria e contemporaneità.
Come il concerto di Jarrett, anche questa storia insegna che il caso, a volte, lavora nell’ombra. Che la determinazione, la tenacia e una certa dose di fiducia possono trasformare una serie di ostacoli in un’opera destinata a restare. E che dalla Sardegna, ancora una volta, può partire qualcosa capace di parlare al mondo.








