FacendocoseaCagliari è anche storie. Cagliaritani, cagliaritane, gente che fa cose, gente in giro per il mondo ma con il cuore sempre qui.
Biglietti di sola andata. Roby Walsh è una di quelle persone nata per viaggiare. “Guardare l’orizzonte e immaginare il mio futuro, il non stare ferma è sempre stato parte di me”, racconta.
36 anni, cagliaritana, affronta il mondo già da giovane. Anno 2010, a Cagliari studia psicologia, danza ed è iscritta al Conservatorio. Fa la barista, la commessa e segue corsi per lavorare con i bimbi con disabilità. Il primo viaggio è in Spagna come au pair. L’Europa è troppo vicina, così si spinge fino in Australia: “Mi ha sempre affascinato l’idea di vivere stagioni opposte e scoprire culture diverse.” Nel 2017, il buio: diagnosi di sclerosi multipla. Da allora la sua vita prende una piega inaspettata. “La cosa più difficile è stata vedere chi mi ama soffrire per me. Vedi nei loro occhi il dolore, la sofferenza che provi tu ogni giorno, ma anche la loro impotenza.”
La diagnosi cambia molte cose, ma non lo spirito. Roby affronta la malattia con determinazione, tanto da sottoporsi a un trapianto di midollo nel 2022. “Volevo affrontare il dolore da sola, imparare a gestirlo senza far soffrire chi mi stava vicino. Ho dovuto riadattare la mia vita, imparare a dire di no quando il mio corpo non ce la faceva.”
Oggi vive a Edimburgo, una decisione fatta senza salti nel buio. “Il caldo peggiorava i miei sintomi, Qui c’è un clima fresco e cliniche per pazienti come me.” Così si è innamorata della città scozzese, non solo come una tappa forzata, ma anche della sua storia, dell’architettura e delle strade. “Il cambiamento rispetto all’Australia è stato enorme, ma ho trovato equilibrio.”
L’esperienza in ospedale ha lasciato un segno, tanto da ispirarla a scrivere un libro per i piccoli malati, The Extraordinary Unicorn. “Vedevo i bambini con la leucemia e volevo creare qualcosa che li facesse sentire rappresentati, spiegare l’ospedale attraverso le illustrazioni. Il libro è dedicato al team di medici che si sono presi cura di me dandomi la possibilità di un trapianto”.
Un progetto nato da un diario in ospedale durante l’isolamento nel nosocomio. Uscito il 27 marzo scorso, è disponibile su Amazon e nelle librerie del Regno Unito (Link https://share.google/I6Twdf88E0JQD7VEU)
Roby non ha mai smesso anche di lavorare come attrice e comparsa al cinema e in tv, anche se la malattia ha imposto dei limiti: “Il dover tagliare il lavoro di comparsa per film e spot e concentrarmi sulla salute è stato un duro colpo, ma ho trovato un nuovo equilibrio, ho ripreso a meditare, la dieta e l’attività fisica. Il corpo cambia e bisogna accettarlo. Non odiarti perché non riesci più come prima, ma premiati per quello che fai, ogni piccolo passo è una vittoria.”
Cagliari rimane sempre nel suo cuore, torna a riabbracciare gli affetti, ma la sua vita è in Scozia. Roby lascia un messaggio di speranza. “Ognuno ha la sua vita, tutti possiamo affrontare le difficoltà. La testa è lo strumento più potente che abbiamo. Essere gentili con se stessi e con gli altri è la chiave per attirare il buono.” Intanto arriva una nuova produzione: un cortometraggio che ha scritto, interpretato e diretto. Inizierà a proporlo ai festival. Un altro capitolo di vita si apre.








