Ben Harper e The Innocent Criminals incantano Cagliari

A cura di Paula Pitzalis

Un grande successo di pubblico il concerto di Ben Harper e degli Innocent Criminals, organizzato da MIS FACTORY e LE RAGAZZE TERRIBILI alla Fiera di Cagliari il 1° luglio di questa calda estate, dove, prima della loro performance, un’anteprima live di Francesco Piu e Anna Castiglia è stata accolta e apprezzata con vivo entusiasmo da tutti i presenti.

La maestria artistica del grande Francesco Piu ha conquistato il pubblico attento all’ascolto, e non da meno lo è stata anche l’artista siciliana Anna Castiglia, che ha saputo trascinare il pubblico e portarlo alla riflessione contemporanea con le sue produzioni ironiche, finemente argute e pungenti. Non a caso i due artisti italiani sono stati menzionati nei ringraziamenti dallo stesso Ben Harper per la loro presenza artistica.

I grandi artisti e la profonda e sensibile arte dell’emozionare attraverso il mondo musicale e sonoro, accompagnati da una splendida luna estiva, hanno così incantato il capoluogo dell’isola.

Ben Harper, presentandosi sul palco con la propria band, “The Innocent Criminals”, ha aperto il concerto con Below Sea Level. Le voci del canto a cappella hanno emozionato non solo per la perfetta armonia timbrica dei cantanti, ma anche per il significato testuale della performance, che ha saputo trasmettere con delicata sensibilità un pensiero meditativo sulla sorte del pianeta e della realtà contemporanea.

È stata l’apertura di un concerto che ha saputo accompagnare il pubblico presente attraverso la storia della musica statunitense. Niente è stato lasciato al caso. Il blues, il richiamo al jazz, al rock, al funk, ma anche al rock sassone, al country e al pop più originale, per cullarsi poi su splendide ballad intimiste.

Ground On Down, Don’t Give Up on Me Now e The Will to Live tracciano la tradizione harperiana, senza tralasciare l’insostituibile dimensione gospel dell’artista nella sua espressione più spirituale.

I presenti cantano con Ben Harper le sue produzioni, perché la sua musica invita all’inclusione performativa, a un’unione d’intenti, alla riflessione e all’emozione.

Qualcuno, tra il pubblico, conversando con un amico, ha osato dire: «Sta cantando quel pezzo famoso dei Guns N’ Roses», immemore che Knockin’ on Heaven’s Door è stata composta da Bob Dylan. Ma va bene così: quando il pubblico canta l’opera di un artista, essa non è più soltanto sua, ma diventa di tutti, come il canto universale dei grandi.

(foto: Gianfilippo Masserano)

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