Tra i paesaggi incantati dell’Ogliastra, va in scena dal 3 al 9 agosto 2026 la XXVII edizionedel Festival dei Tacchi organizzato dal Cada Die Teatro, con la direzione artistica di Giancarlo Biffi: tra i protagonisti Giuseppe Cederna, Giuliana Musso e Paolo Rossi, Dario Vergassola e Max Paiella, e ancora Daria Paoletta, Silvia Montagnini e Roberto Mercadini. “In corsa con il coraggio” è tema e titolo della kermesse che trasforma piazze e boschi, architetture industriali e installazioni artistiche nello scenario per spettacoli e recitals: un invito a resistere in tempi difficili, a non rinunciare alla speranza e imparare a riconoscere la bellezza. Un ricco programma fra parole, suoni e visioni, teatro civile e narrazioni fantastiche, ricordi familiari e pagine di storia per confrontarsi con le questioni cruciali del presente, senza dimenticare il passato e le radici ma guardando al futuro.
Si parte lunedì 3 agosto alle 18.30 nell’Aula Consiliare di Jerzu con “Incanti” a cura di Francesca Pani, un percorso alla riscoperta degli antichi saperi e della felicità nascosta nelle piccole cose.
Storie di visionari e sognatori, martedì 4 agosto alle 19.15 al Liceo Scientifico Armando Businco di Jerzu con “Al Cuore” di e con Giancarlo Biffi (dal libro “Aria di Libertà”), sulle note dell’armonica di Moses Concas e al ritmo delle percussioni di Giorgio Del Rio, per un viaggio attraverso il Novecento e a seguire, martedì 4 agosto alle 21.30 sempre al Liceo, Roberto Mercadini in “Animali Umani” indaga le peculiarità della specie, attraverso millenni di storia e cultura: dall’affermazione dell’Homo Sapiens fino alle soglie del terzo millennio, l’artista prova a definire, tra intuizioni filosofiche e definizioni antropologiche, che cosa (ci) renda davvero “umani”.
S’intitola “Sopra di noi le bombe” il nuovo spettacolo di Alessandro Lay, con la collaborazione di Pierpaolo Piludu (produzione Cada Die Teatro) in programma mercoledì 5 agosto alle 11 (in replica giovedì 6 e venerdì 7 agosto sempre alle 11) nella Biblioteca Comunale Francesco Carta di Jerzu, dove la scrittura di Emilio Lussu s’intreccia ai racconti delle bambine e dei bambini del ’43, testimoni dei bombardamenti su Cagliari e sull’Isola.
Nel pomeriggio, mercoledì 5 agosto alle 17 nel Canyon Sa Tappara di Ulassai, “Di magiche storie e montagne incantate” con Gimmi Basilotta (Dispari Teatro) per immergersi idealmente tra le vette e le valli alpine, con straordinarie avventure tra animali e “spiriti”. A seguire, mercoledì 5 agosto alle 19.15 al Liceo Armando Businco di Jerzu, Luca Radaelli ne “Il teatro è la mia vita” fonde vicende familiari e storia in un vivido affresco dell’Italia e dell’Europa all’inizio del Novecento (produzione Teatro Invito). Riflettori puntati, mercoledì 5 agosto alle 21.30 al Liceo Businco su un istrionico Paolo Rossi con la sua “Operaccia Satirica – Onora i padri e paga la psicologa”(Agidi), dove in compagnia di Caterina Gabanella e del musicista Emanuele Dell’Aquila, ispirandosi ai grandi classici e a storie di vita vissuta, dà vita a uno spettacolo coinvolgente e sorprendente, tra satira graffiante e irresistibile comicità.
La matinée di “Sopra di noi le bombe” (alle 11), poi giovedì 6 agosto alle 17 al CaMuC / Casa Museo Cannas di Ulassai “Dialoghi di carta – Voci di Ulassai” con la presentazione di “Totu Sas Poesias” di Antonio Puddu, “Nuraxia. Libro secondo: Le valorose” di Romolo Murgia e “Fogli Sporchi” di Gianpiero Piras (letture di Pierpaolo Piludu). Un ritratto di Maria Canins, due volte vincitrice del Tour de France, giovedì 6 agosto alle 19.30 a Jerzu con “A tutta controvento” di e con Silvia Elena Montagnini(Dispari Teatro), tra successi sportivi e emancipazione femminile, in una narrazione avvincente dove l’affermazione delle donne nella società “corre” veloce sulle due ruote.
Il ricordo della seconda guerra mondiale con “Sopra di noi le bombe” (alle 11), poi venerdì 7 agosto alle 17 alla Stazione dell’Arte di Ulassai spazio alle fantastiche avventure di “Gufo Rosmarino e il libro cerca casa” di e con Giancarlo Biffi, per i più piccoli e per le famiglie. A seguire venerdì 7 agosto alle 19.15 alla Stazione dell’Arte un omaggio a Andrea Pazienza con “Porta Pazienza, Max e Paz”, un one-man-show di Max Paiella, tra satira e canzoni, che spazia tra le atmosfere degli Anni Settanta e Ottanta e la realtà attuale. Infine, alle 21.30 la parola a Dario Vergassola con le sue “Storie Sconcertanti”, tra interviste irriverenti e intelligenti provocazioni, per far sorridere e pensare.
La Stazione dell’Arte di Ulassai fa da cornice, sabato 8 agosto 17.30 a “Rifiutiamoci” (Cada Die Teatro), esito scenico del laboratorio per alunne e alunni delle scuole elementari, con i giovanissimi attori diretti da Lara Farci, Silvestro Ziccardi e Maria Mou alle prese con il tema scottante dello smaltimento dei rifiuti. A seguire, alle 19.15 Daria Paoletta con “Maledetta Primavera, ché gli dei non possono piangere”(produzione Armamaxa Teatro, Pagine Bianche Teatro e Giallo Mare Minimal Teatro) per una moderna rilettura del mito di Proserpina. E ancora, sabato 8 agosto alle 21, “Qualcosa d’Invisibile” di e con Giuliana Musso, una delle voci più interessanti della scena contemporanea, che racconta la vita movimentata di Lev Termen e l’invenzione dello strumento che da lui prende il nome, tra musica e tecnologia, storia e politica, scienza e arte.
Infine nell’ultima giornata del Festival, domenica 9 agosto alle 17 nel Bosco di Sant’Antonio a Jerzu “My Amy”, esito scenico del laboratorio diretto da Francesco Niccolini e Mauro Moucon i Cuori di Panna Smontata, sulla figura di un’artista come Amy Winehouse, tra fragilità e talento. Nella Stazione dell’Arte di Ulassai domenica 9 agosto alle 19.15 “M(other)” con Rossella Fava, per la regia di Renato Sarti(Teatro della Cooperativa) che affronta il tema della maternità, tra avanguardie della medicina e nuove tecnologie, amicizia e sorellanza, affetti e legami. A seguire domenica 9 agosto alle 21.30 “Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo” con Giuseppe Cederna, per una riflessione sull’importanza della cultura e sul “diritto alla creatività” sulle tracce di Gianni Rodari e della sua intramontabile e preziosa “Grammatica della Fantasia”.






