Rotte Sonore, la grazia di Amii Stewart apre la rassegna al nuovo Teatro sul Mare

Ieri sera abbiamo fatto cose anche noi al nuovo Teatro sul Mare del Padiglione Nervi, dove è stata inaugurata Rotte Sonore Summer, la rassegna organizzata dal Teatro Lirico.

C’è stata emozione nelle parole di Andrea Cigni, prima che sul palco salisse lei, Amii Stewart, vestita di bianco, quasi a raccogliere i colori che hanno circondato questo nuovo spazio affacciato sul mare di Cagliari. «Che gioia essere qui», ha detto subito. E non è sembrata una frase di circostanza.

Ad accompagnarla c’è stata l’Orchestra del Teatro Lirico, diretta dal maestro Peppe Arezzo, che la cantante ha chiamato e ringraziato più volte durante la serata. Arezzo l’ha accompagnata anche al piano, insieme alla sezione ritmica affidata ad Alberto Fidone al basso e contrabbasso e a Peppe Tringali alla batteria.

Il concerto è partito con il ritmo di Turn Your Love Around di George Benson, ma ha preso subito la direzione di un viaggio dentro una carriera lunga, sorprendente e molto più complessa di quanto possano raccontare i suoi successi più popolari.

Uno dei momenti più intensi è arrivato quando Stewart ha ricordato Ennio Morricone. «Ha cambiato la mia vita: da cantante di musica leggera sono diventata interprete di musica». Parole che hanno spiegato bene una parte importante della sua storia artistica: quella di una cantante che ha saputo attraversare disco, soul, pop e grandi composizioni d’autore senza rimanere prigioniera di una sola stagione musicale.

La scaletta ha continuato a muoversi tra mondi differenti. C’è stato l’omaggio a Mike Francis, c’è stata Sailing e poi è arrivata Aretha Franklin. Qui Amii ha cambiato ancora pelle: ha ballato, giocato con il pubblico e affrontato Respect, mostrando una voce che, a 70 anni, ha conservato forza, estensione e personalità.

Intanto, intorno, è cambiata anche la luce. Il Padiglione Nervi ha seguito i colori del palco, quasi fosse parte della scenografia. Il bianco dell’abito di Amii Stewart ha risaltato nel buio e la sua voce ha attraversato uno spazio che, serata dopo serata, ha iniziato a costruire una propria identità.

C’è stato anche il momento dei ricordi e delle dediche. Stewart ha reso omaggio a Maurizio Porcu e ha rivolto un pensiero a chi convive con gli acciacchi della vita e continua comunque ad andare avanti. Il concerto, in fondo, ha parlato anche di questo: del tempo che passa senza necessariamente spegnere il desiderio di cantare, ballare e condividere.

A chiudere la parte musicale è arrivata Un senso. Ma Amii Stewart non ha lasciato subito il palco.

È rimasta ancora qualche minuto per parlare al pubblico. Il tono è cambiato. Ha raccontato la tristezza di un tempo circondato da guerre senza senso, della rabbia che rischia di renderci peggiori e della necessità di reagire attraverso gesti semplici: amare le persone, guardarsi negli occhi, regalare un sorriso, donare grazia.

Forse è stata proprio questa la parola rimasta alla fine della serata: grazia.

Quella di un’artista che non ha avuto bisogno di trasformare il concerto in una celebrazione nostalgica del proprio passato. E quella di una serata in cui musica, orchestra, luci e uno dei luoghi più affascinanti di Cagliari hanno finalmente iniziato a parlarsi.

(le foto sono di Angelo Cucca)

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