Oggi, 17 febbraio, è la Giornata Nazionale del Gatto.
E fino a due anni fa non lo sapevo nemmeno.
Anzi, diciamolo: non mi sarebbe importato più di tanto.
Ho sempre preferito i cani. Li ho sempre sentiti più “miei”, più immediati, più facili da capire.
I gatti, invece, li ho sempre visti come animali misteriosi, un po’ distanti, indipendenti al limite dell’indifferenza. Non ho mai sentito davvero quel feeling.
Poi la vita ha deciso diversamente.
Mi sono ritrovata tra le mani un minuscolo batuffolo di forse tre giorni. Occhi ancora chiusi, cordone ombelicale attaccato.
Poche, pochissime probabilità di farcela.
In quel momento non ho pensato se fossi “da gatti” o meno. Mi sono solo sentita in dovere di dargli una possibilità.
Mi sono armata di biberon, sveglie notturne e una buona dose di incoscienza. Sono diventata la sua mamma umana con un piano molto chiaro in testa: salvarlo, farlo crescere, e poi trovargli una casa.
Perché io, un gatto, non lo volevo proprio.
Spoiler: non è andata così.
Molte persone mi hanno detto che non siamo noi a scegliere i gatti, ma sono loro a scegliere noi.
Io non so se ci credo davvero, però so che a me è successo esattamente questo.
Da quel momento ho iniziato a guardare i gatti con occhi diversi.
Ho scoperto che dietro quell’apparente distacco c’è un mondo fatto di intelligenza, sensibilità, carattere.
E quindi sì, sono ufficialmente entrata anche io nel mondo delle “gattare”…e a quanto pare, non si torna più indietro.
17 Febbraio – La Giornata Nazionale del Gatto
Ma torniamo al 17 Febbraio
La Giornata Nazionale del Gatto in Italia nasce nel 1990, quando un sondaggio tra lettori della rivista Tuttogatto scelse proprio il 17 febbraio come data simbolica.
Il 17, nella tradizione italiana, è considerato un numero sfortunato.
Deriva dall’anagramma della parola latina VIXI, che significa “ho vissuto”, quindi “la mia vita è finita”: un’espressione che nell’antica Roma compariva spesso sulle lapidi. Non proprio il numero più allegro, insomma.
Ma è proprio qui che sta il senso della scelta.
Per secoli anche il gatto è stato associato alla superstizione, alla sfortuna, al mistero.
Soprattutto nel Medioevo, quando veniva guardato con sospetto e spesso perseguitato.
Scegliere il 17 significa quindi ribaltare un simbolo negativo e trasformarlo in qualcosa da celebrare.
E c’è anche un’altra lettura, più curiosa: il 17 può essere visto come 1 vita + 7 vite, richiamando la credenza popolare secondo cui i gatti ne abbiano sette.
Il 7, poi, è da sempre considerato un numero magico, misterioso, quasi esoterico, un po’ come loro.
Febbraio, inoltre, è spesso considerato nell’immaginario popolare il mese dei gatti e delle streghe: un periodo dell’anno da sempre associato al mistero e alla simbologia.
È anche il mese in cui cade il segno dell’Acquario, legato all’idea di spiriti liberi e anticonformisti. Caratteristiche che, a ben pensarci, ricordano molto il carattere indipendente dei felini.
Oggi, però, il gatto non è più visto con diffidenza.
È un membro della famiglia, compagno silenzioso, presenza discreta ma costante.
È quello che ti ignora per ore e poi decide che è il momento perfetto per dormire esattamente sulla tua tastiera.
Ma che tipo di animale è davvero un gatto?
Chi non ha mai vissuto con un gatto tende a descriverlo come freddo, distante, poco affettuoso.
Anch’io lo pensavo.
Poi ho scoperto che il gatto non è meno affettuoso di un cane.
È semplicemente diverso.
È indipendente, sì.
Ma quando decide di dormire vicino a te, non è un caso.
È intelligente, curioso, osservatore silenzioso di tutto quello che succede in casa.
È anche dispettoso, testardo, a volte teatrale.
Ma è proprio questo mix di carattere e mistero a renderlo affascinante.
Il gatto non ti ama in modo plateale.
Ti sceglie.
E quando lo fa, lo capisci.
E allora, come possiamo celebrare concretamente la Giornata Nazionale del Gatto a Cagliari?
Se avete un micio in casa, la risposta è semplice: una carezza in più, qualche minuto di gioco, un’attenzione dedicata solo a lui.
Anche se, diciamolo, probabilmente continuerà a fare finta di non averne bisogno 😂
Ma il 17 febbraio può essere anche un’occasione per guardare oltre le mura di casa.
A Cagliari e dintorni operano diverse associazioni e volontari che ogni giorno si occupano di recuperare, curare e dare in adozione gatti abbandonati o in difficoltà.
Colonie feline, stalli, rifugi: realtà silenziose che fanno un lavoro enorme.
E questa giornata può diventare una motivazione in più per fare un piccolo gesto concreto:
– portare del cibo,
– donare coperte,
– condividere un appello di adozione,
– fare una piccola offerta.
Non serve fare grandi cose.
E per chi oggi sente una mancanza…
La Giornata Nazionale del Gatto non è solo per chi oggi ha un micio accanto.
È anche per chi un gatto lo ha avuto e ora non più.
Perché queste ricorrenze hanno un modo tutto loro di riportare alla mente ricordi, abitudini, piccoli gesti che un tempo erano quotidiani .
Una ciotola che non si riempie, un miagolio che non si sente più in casa.
E va bene anche così.
Va bene fermarsi un attimo, sorridere pensando a loro, ricordare il carattere, le marachelle, le carezze cercate (o concesse).
Perché chi ha condiviso un pezzo di strada con un animale lo sa: non è “solo” un gatto.
È presenza, è abitudine, è casa.
Vi auguro una buona “Festa del Gatto” e, se il vostro micio è lì accanto a voi mentre leggete, regalategli una carezzina anche da parte mia. 🐾
Martina






