Bulla & Saba, la Soul Funky Family: il primo maggio all’Exmà è ancora Planet Groove!

Il primo maggio, nella miriade di appuntamenti legati alla Sagra di Sant’Efisio, c’è anche un ritrovo di generazioni attorno alla musica. Non una celebrazione di vecchie facce, di nostalgismi appassiti, ma un racconto di un tempo bellissimo che fu, fatto di cultura, persone e musica.
Il nome, originale e ricco di declinazioni possibili, è Planet Groove, l’indimenticabile club cittadino di musica black di trent’anni fa.

L’appuntamento è all’Exma  di via San Lucifero, con una grande festa che, da mezzogiorno sino a mezzanotte, vedrà alternarsi ai piatti gli storici dj del club di musica acid jazz, funky e hip hop, ospitato negli anni Novanta alla Fiera, ma anche tutti i loro eredi, che in questi anni hanno continuato a tenerla viva nei locali della città con la passione per la musica nera, in tutte le sue possibili declinazioni.

Che lineup! C’è la Soul Funky Family al completo – con Francesco Frisko Abate @f_abate , Sergio B e Andrea Massidda – ci saranno i Discoli, Foxy & Herny, Jimmy Jaguar, Sainas, Zimbra, Don Draguano, Santa Maria della Psicodelia, i collettivi Disco Bestiale e Ground Loop.
L’organizzazione è di @radioxsocialclub , in collaborazione con Bulla & Saba, i promoter originali del Planet Groove. Potevano forse mancare e non essere pure la nostra copertina?

Perché Cagliari, forse non lo sapete, è stata una capitale della black music, allineandosi a scene ben più forti e underground come Londra, Berlino o New York. E aveva trovato nel Teatro Tenda della Fiera, a due passi dall’arena concerti del Festival internazionale Jazz in Sardegna, il suo contesto perfetto.
In questo racconto bellissimo, una volta tanto, c’era finalmente al centro la musica. E sembra incredibile oggi, in cui la ristorazione ha “mangiato” la musica, in cui si fatica a vedere qualcosa di realmente innovativo e inclusivo, che sia accaduto davvero!

Oltre le riflessioni (doverose, permettetecele), se amiamo la notte e la città, a questo movimento e a queste persone, anche se non abbiamo vissuto il Planet Groove, siamo tutti un po’ riconoscenti.

 

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