Mara Damiani e quello sguardo sull’identità dell’Isola

Quando si parla di tradizioni, identità e Sardegna, è difficile non pensare a Mara Damiani @maradamiani, artista e designer capace di trasformare simboli, colori e memoria collettiva in un linguaggio contemporaneo, senza mai tradirne l’anima.
Durante Festa di Sant’Efisio il suo lavoro è diventato una riflessione sul significato più profondo dell’appartenenza.
«Il mio lavoro nasce da un’esigenza profonda: recuperare un senso autentico di appartenenza a un luogo».
Per Mara tutto parte dalle radici, dalla necessità di conoscere la storia, i simboli, i dettagli che compongono il patrimonio culturale e umano della Sardegna.
Non si tratta solo di disegnare o rappresentare qualcosa. Ogni elemento viene prima studiato, ascoltato, compreso e poi reinterpretato con rispetto. Dagli abiti tradizionali ai gioielli, dai pani cerimoniali ai segni delle processioni religiose, ogni simbolo custodisce memoria, identità ed emozioni.
Nella processione di Sant’Efisio questo universo emerge con più forza.
Fede, lacrime, gioia, colori, suoni, ricami e sguardi si fondono in qualcosa che va oltre la semplice tradizione. Diventano patrimonio umano.
«Mi emoziona osservare gli sguardi fieri di chi indossa gli abiti tradizionali, perché raccontano un senso di appartenenza autentico e profondamente radicato».
Il suo pensiero è una bella chiave di lettura: ogni tradizione è qualcosa di sacro, perché nasce dalle persone, dalla loro dedizione e dalla loro memoria. L’identità di un popolo sopravvive perché va oltre il tempo e il contingente e riuscire ad operare come Mara, ovvero con un processo di recupero ma di riattualizzazione, è un grande merito.

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