Verso il Life After Oil International Film Festival a Villanovaforru: il cinema come presa di coscienza

Dal 16 al 20 giugno Villanovaforru ospiterà la tredicesima edizione del Life After Oil International Film Festival, uno degli appuntamenti più interessanti in Sardegna per chi si occupa di ambiente, diritti umani e futuro del pianeta.

Quest’anno sono arrivate ben 601 opere da 75 Paesi del mondo. Di queste, 41 saranno proiettate durante il festival, tra film in concorso e fuori concorso, con storie che parlano di cambiamenti climatici, sfruttamento delle risorse, migrazioni, guerre, diritti negati ma anche di soluzioni, resistenza e speranza.

L’immagine simbolo dell’edizione 2026 racconta già tutto: da una parte la terra arida e spaccata dalla siccità, dall’altra i ghiacciai che si sciolgono. Un richiamo diretto alle conseguenze della crisi climatica che stiamo vivendo.

Per cinque giorni il piccolo centro della Marmilla si trasformerà in un luogo di incontro tra registi, attivisti, studiosi e cittadini, con proiezioni in Piazza Costituzione, incontri di approfondimento, attività sportive, eventi dedicati ai giovani e spettacoli dal vivo.

«Ambiente e diritti umani sono temi strettamente collegati e riguardano tutti noi», spiega il direttore artistico Massimiliano Mazzotta, che definisce il festival come uno spazio per immaginare un futuro più sostenibile e giusto.

Non è un caso che Life After Oil sia diventato negli anni un punto di riferimento internazionale. Oltre al cinema, offre infatti occasioni di confronto su temi spesso poco approfonditi dai media tradizionali, creando reti e connessioni tra persone provenienti da tutto il mondo.

Le sezioni in concorso saranno cinque: lungometraggi, cortometraggi ambiente, cortometraggi diritti umani, animazione e world panorama.

Il programma completo verrà presentato il 12 giugno alla Fondazione di Sardegna a Cagliari.

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