Da una spiaggia della Sardegna a un brevetto europeo: Giusi ed Erika e la loro Callella

Ci piace la gente che fa cose, lo sapete. La cerchiamo, la raccontiamo, la ospitiamo. A maggior ragione se son giovani, specie in questi tempi di amarezze e delusioni.

Ci sono così idee che nascono durante una riunione o davanti al computer. In Sardegna magari anche  mentre sei sdraiato sulla sabbia, con il sole negli occhi e la testa che cerca una posizione comoda. È iniziata più o meno così la storia di Callella, il progetto creato da Giusi Salone 30 anni, Erika Manca 33 anni, due ragazze che hanno deciso di tornare in Sardegna e costruire qui il proprio futuro.

Prima di tutto, però, c’è una scelta. Entrambe avevano vissuto e lavorato fuori dall’isola. Giusi nel marketing, Erika nel settore dell’estetica. Poi la decisione di rientrare, senza aspettare che qualcuno costruisse un’occasione al posto loro. «C’è un mito da sfatare: per avere successo bisogna andarsene. Noi crediamo nel ritorno al Sud, nel rimboccarsi le maniche e costruirsi un posto nel mondo con le proprie mani, senza aspettare che qualcuno te lo dia già pronto».

Da questa filosofia è nato Callella, un poggiatesta con parasole e cuscino integrato, progettato per vivere meglio una giornata in spiaggia, ma utilizzabile anche in giardino, in piscina, nei parchi o in barca. Un’idea sviluppata fino a ottenere un brevetto italiano ed europeo e realizzata interamente in Italia.

Il nome racconta  le sue radici. “Callella”, in sardo, indica quella piacevole sonnolenza che arriva dopo un pranzo abbondante. Una parola che molti hanno sentito pronunciare almeno una volta in famiglia e che loro hanno scelto di trasformare in un marchio. «Non lo vediamo come un limite locale. Anzi, è proprio la sua autenticità a incuriosire chi non è sardo».

Dietro quella sensazione di relax, però, ci sono mesi di progettazione, sviluppo, prove e lavoro quotidiano. Perché la tranquillità che il prodotto vuole regalare è stata costruita con tanta determinazione. Nel frattempo Giusi ed Erika hanno dato vita anche a Mia – Come fosse casa mia, un progetto dedicato al property management nel Sud Sardegna, nato con l’obiettivo di offrire ai visitatori un’esperienza più autentica del territorio.

Le due raccontano anche un’altra sfida, quella di lavorare insieme pur essendo una coppia. «All’inizio ci siamo chieste se fosse la scelta giusta. Poi abbiamo deciso di fidarci l’una dell’altra. Siamo molto diverse, ma proprio per questo complementari».

Oggi Callella sta iniziando a farsi conoscere anche fuori dalla Sardegna e guarda ai mercati europei e internazionali. Nel frattempo continuano ad arrivare piccoli segnali che fanno sorridere. «Ci capita spesso che qualcuno ci fermi per strada chiedendoci: “Ma voi siete quelle di Callella?”. E ogni volta ci fa sorridere».

Ci piacciono queste storie perché parlano di giovani che tornano, mettono insieme competenze, idee e coraggio, senza aspettare il momento perfetto. Dimostrano che, a volte, il futuro non è sempre altrove, a volte comincia proprio tornando a casa.

Condividi:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
WhatsApp
On Key

Articoli correlati