Facendocose… è anche e soprattutto gente che fa cose. Paese reale, come lo chiamerebbe qualche politico in campagna elettorale. Per noi sono occhi, parole, ricordi e aneddoti. Come quelli che puoi trovare in un salone cagliaritano.
Poteva diventare odontotecnico, seguendo un percorso già tracciato verso una professione stabile. Invece Antonio Incani, conosciuto da molti come Tony di Doctors for Hair, ha scelto una strada fatta di creatività, manualità e relazioni umane. Una scelta che affonda le radici nella storia della sua famiglia, dove il mestiere del parrucchiere si tramanda da oltre un secolo.
«Quando iniziai a fare i primi tagli ufficiali era il 1986» racconta Tony. «Avevo appena finito il servizio militare. I miei genitori e i miei fratelli lavoravano già nel salone e io feci i primi tagli sotto la supervisione di mio fratello Gianluca».
L’idea iniziale era diversa: rientrare nello studio odontoiatrico e proseguire in quell’ambito. Ma il richiamo di un mestiere imparato fin da bambino fu più forte. «Tornato dal militare iniziai ad aiutare la mia famiglia e decisi di non tornare più indietro, nonostante fossi molto bravo anche nell’odontoiatria».
La scintilla era scattata qualche anno prima, nel 1982, durante un viaggio in Inghilterra. «Andai a Darlington a trovare mio fratello maggiore Marcello, che lavorava con un ex dipendente del salone dei miei genitori al Forte Village. Dopo essersi innamorato di una turista, si trasferì lì aprendo un salone. Mio fratello era andato per imparare nuove tecniche, e quell’esperienza aprì nuovi orizzonti per tutta la famiglia».
Una tradizione lunga quattro generazioni. La storia dei Doctors for Hair comincia infatti nell’Ottocento con il bisnonno, prosegue con il nonno e la nonna, poi con i genitori di Tony. La madre frequentò la scuola a Cagliari e aprì un salone in via Dante, mentre il padre lavorò prima da Bosco, in piazza Costituzione, un parrucchiere toscano, poi a Milano, in via Monte Napoleone, in un grande salone. Tornato in Sardegna, incontrò la futura moglie e insieme aprirono nel 1961 il salone “Gianni e Gina” in via Dante.
Negli anni Ottanta fu Marcello a imprimere una svolta creativa, coinvolgendo progressivamente i fratelli Luca, Tony, Davide ed Elisabetta. Il nome Doctors for Hair nasce anche da una tradizione anglosassone: in passato il barbiere veniva chiamato “doctor”, perché svolgeva pratiche mediche come il salasso. Una figura a metà tra estetica e cura della persona.
«A Cagliari siamo stati tra i primi a introdurre uno stile innovativo con la macchinetta elettrica» ricorda Tony. «Eravamo conosciuti per i tagli particolari e per le sfumature. C’era sempre la fila. Arrivavano clienti dai paesi vicini, ma anche da più lontano. Ricordo un ragazzo che nel 2002 veniva da Olbia per tagliarsi i capelli da noi».
Il successo portò anche all’apertura di un nuovo salone in via Scano, a conferma di un percorso costruito. Ora lo trovate là, con la sua inseparabile attrezzatura
Per quanto mago della tecnica, la sua forza sta nelle relazioni. «Le persone si confidano con te. Conosci tante storie, tanti segreti. In qualche modo metti anche i clienti in contatto tra loro. Il nostro è un lavoro fatto di ascolto: capire le richieste del cliente e riuscire ad accontentarlo. Questo non è cambiato nei secoli».
Negli ultimi decenni, però, è cambiato il modo di vivere lo stile. «Trent’anni fa la moda si distingueva in pochi gruppi ben definiti. Oggi è tutto più individuale: ognuno cerca il proprio stile. Si usa un po’ di tutto, dal capello lungo alla rasatura cortissima».
Un’evoluzione che ha portato anche a un aumento dei professionisti del settore. «Una volta eravamo pochi a fare questo lavoro. Pensavo saremmo rimasti in pochi, invece oggi molti giovani si avvicinano a questa professione. Evidentemente piace e questo mi rende orgoglioso».
Tra i momenti più impegnativi c’è la gestione dei periodi di grande affluenza. «Quando c’è tanto lavoro bisogna restare in piedi per molte ore, mantenendo sempre concentrazione. È faticoso, ma è anche una delle parti più entusiasmanti. La soddisfazione del cliente ripaga di tutto».
Nel percorso professionale di Tony non sono mancate esperienze di rilievo internazionale. «È stato molto gratificante collaborare con Brian De Palma e tagliare i capelli a Nikolaj Coster-Waldau per il film Domino. Così come partecipare al docufilm sulla vita di Gigi Riva, Rombo di Tuono».
Oggi la dimensione familiare resta centrale anche nelle nuove esperienze professionali. «Mia moglie Desire è parrucchiera e truccatrice. Insieme ai nostri figli Gabriele e Giulia collaboriamo come team di trucco e parrucco in produzioni cinematografiche e pubblicitarie italiane e internazionali».
A chi sogna di aprire un salone? Ci son tanti giovani che si cinentano anche nelle mansarde e nei garage. Tony dà un consiglio concreto: «Meglio fare gruppo, aprire insieme ad altri giovani promettenti. Si condividono le spese e si riduce la pressione lavorativa».
Da Cagliari a Londra, passando per Milano e Parigi. Generazioni cagliaritane, ma senza inutili nostalgismi. Un mestiere antico può ancora evolversi, restando legato a un elemento unico: il rapporto umano.







