Ma perché musei e mostre restano ancora chiuse?

Vengono svelati i contenuti del nuovo DPCM che ci accompagnerà per le feste, all’insegna di un Natale sobrio evitando gli spostamenti tra Comuni. E già, pensando alla Sardegna, verrebbe da chiederti come sia possibile equiparare lo spostamento tra Cagliari e Selargius a quello all’interno di un’area come Milano.

Ma i numeri dei contagi incombono e queste riflessioni logiche pare siano tacciate come irresponsabili.

Possibile un tetto al numero di invitati, al massimo di 10 persone, ma nessun divieto, solo forte raccomandazione. Nei giorni di festa, comunque, non si potrà uscire dal proprio comune e bisognerà stare sotto lo stesso tetto solamente con conviventi e parenti stretti. Coprifuoco confermato entro le 22 in ciascuno dei giorni festivi del periodo natalizio, vigilia di Natale e Capodanno compresi (allungato fino alle 7 in questo caso).


Continuano invece a essere sospesi, a quanto si apprende dalla bozza del provvedimento, “le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio”, mentre riaprono le “biblioteche e gli archivi storici”.

Ancora non si capisce quali rischi siano legati a questi luoghi di cultura. Forse sono troppo curativi per l’anima? Forse troppo affollati? O forse questo paese ha ancora una volta perso una buona occasione per fare un salto di qualità e rilanciare il suo immenso patrimonio? Facendocose resta nel dubbio!

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